Napoli Club Treviso
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NAPOLI - “Risultato importante per ripulire l’ambiente da qualche scoria. La seconda parte è stata ben controllata, abbiamo giocato contro una squadra molto fisica. Si può giocar meglio, questo è fuori discussione, ma in questi momenti è importante mostrare maturità e solidità”. Carlo Ancelotti è contento ma sa che il suo Napoli può fare molto di più. Il tecnico azzurro ha analizzato il 2-0 al Verona ai microfoni di Sky Sport: “Non abbiamo sempre i tempi giusti, eravamo in ritardo sulle uscite esterne. Nella ripresa la gestione difensiva è stata migliore. Milik? Ha ritrovato condizione e fiducia. Il gol che ha fatto in nazionale è stata la chiave. Llorente? Il fischio finale l’ha dato lui, ha chiuso la partita”.
Su Di Lorenzo: “È un giocatore molto importante, una sorpresa. Riesce a fare tutto con umiltà e chiarezza, fa le cose molto semplici ed è per quello che gli vengono bene. Abbiamo giocatori che possono giocare in diverse posizioni del campo, dipende dalla strategia che vogliamo dare alla partita. Zielinski sulla sinistra può essere più efficace di Fabian. L’identità della squadra è molto chiara”. Chiusura su Insigne e Ibra: “Tutto chiarito dopo la tribuna, la sua serenità è molto importante per il gruppo. È il capitano del Napoli. Ibrahimovic? Lo chiamo stasera, gli dirò che siamo qui ad aspettarlo. Lo seguo con molto affetto, in 29 partite di MLS ha fatto 30 gol".


Raffaele Auriemma, giornalista e conduttore radiofonico, attraverso i propri canali social è intervenuto per commentare la vittoria del Napoli contro il Liverpool campione d'Europa. Queste le sue parole: "La vittoria del Napoli sul Liverpool non mi stupisce, piuttosto è un conforto per chi ha sempre valutato gli azzurri molto competitivi quando sono concentrati ed equilibrati. Un plauso al mercato, bistrattato da chi non capisce quanto è utile un bomber esperto come Llorente". In effetti al Napoli era necessario, ed ancora lo è, altro tempo per trovare le misure e la giusta condizione psico-fisica. L'approdo in azzurro di un bomber come Llorente porta in dote esperienza e mentalità vincente. Non dimentichiamo che lo spagnolo, appena un anno fa, era tra le fila del Tottenham che ha perso la finale di Champions proprio contro il Liverpool di Klopp. Insomma, per lui si è consumata una piccola vendetta con una zampata da navigato uomo d'area.


Il Napoli sconfigge il Liverpool campione d’Europa in carica, già primo con cinque lunghezze di vantaggio in Premier League, una squadra di caratura tale da uscire dal campo sconfitta, da metà gennaio in poi, solo una volta, a Barcellona. Ci riesce regalandosi persino una ciliegina sulla torta: non subisce gol per la seconda partita consecutiva, nonostante avesse di fronte una squadra sempre a segno nelle partite giocate in questa stagione e che, in particolare, aveva realizzato quindici rete nelle cinque partite di campionato inglese sinora giocate. Senza se e senza ma, la vittoria sul Liverpool è la pagina europea più bella degli ultimi trenta anni e una delle più prestigiose in assoluto mai vissute dal club partenopeo in ambito continentale. Per superare 2-0 quella che per molti addetti ai lavori è attualmente la più forte squadra europea occorrevano una serie di circostanze concomitanti: un pizzico di fortuna quando si è sofferta la maggiore prestanza fisica e capacità tecnica degli avversari, almeno una grande parata del proprio portiere (Meret su Salah), una prova come minimo positiva da parte di tutti i giocatori con la maglia azzurra in campo e il sostegno caloroso dei cinquantamila del San Paolo. Così è stato e il 17 settembre 2019 è potuto andare in archivio come il giorno in cui si è vissuta una pagina meravigliosa della storia del Napoli.


Consueto appuntamento del mercoledì con Enrico Fedele ai microfoni di Radio Marte nel corso di Marte Sport Live. Il noto opinionista e procuratore ha risposto ad alcune domande dei tifosi partenopei: "Lozano ieri vagava in campo, una delle caratteristiche del Napoli è quella di far giocare i giocatori fuori ruolo. Lozano è un Vargas. Llorente invece mi ha ricordato quando entrava il "Pampa" Sosa che faceva salire la squadra con il suo fisico ed esperienza". Fedele ha aggiunto: "Il Napoli può vincere lo Scudetto, la Juventus può soffrire l'avvento di Sarri-Maifredi, lunga vita a Sarri alla Juventus. Il Napoli ha possibilità di vincere se tornerà al suo vecchio modulo e non ascolterà gli spifferi laterali. Liverpool? Ieri era una Ferrari senza benzina, i giocatori inglesi ieri sono sembrate statue. Un giocatore da 100 milioni non può sbagliare un passaggio davanti alla porta. Ruiz scarso? Assolutamente no! Dissi che era un ottimo giocatore, ma che era un cammellone come passo iniziale di gioco".


Quanto è bello il San Paolo nuovo, è azzurro, ci sono i maxischermi, si però ci stanno gli spogliatoi? Ci stanno, ci stanno. La Juve ha pareggiato con la Fiorentina, davvero? Si ma non è questo, non ha praticamente mai tirato in porta, Pensiamo a noi. Pronti via, siamo carichi, che modulo è? Ma che te ne importa? Fabian là in mezzo è uno spettacolo, passano tutti da lui, è l’impiegato comunale delle tessere elettorali il giorno delle elezioni. Quello affianco è il bimbo macedone, Elmas, un concentrato di Gattuso e Modric, con la faccia di un buttafuori in un locale di cuozzi. Cattivo e deciso. È forte? Assaje. Il Napoli attacca, Meret ci salva. Il Napoli riattacca, e segna Ciruzzo. Che goal, tre passaggi, Lozano, Di Lorenzo e Mertens la mette alla sinistra di Audero. Uno a zero. Riparte, Rigoni si trova davanti ad Alex nostro che fa un miracolo, ma un miracolo che alla curia stanno facendo già le pratiche per la beatificazione. Arriva una palla dal cielo, un proiettile da trenta metri, e Lozano la stoppa con una carezza che fa abbracciare anche l’assessore ed Aurelio in tribuna. Mertens, traversa, Zielinski non si vede ma c’è, e Mario Rui ritorna ad essere buono ed educato, si vede che sono ricominciate le scuole. Secondo tempo, è sempre il Napoli, la Sampdoria non esiste, Di Francesco fa qualche cambio, ma lo fa anche Carletto. Entra Nanduccio e fa l’assist per il due a zero di Mertens. Esulta come se l’avesse fatto lui quel goal, sotto la Curva B. Non sarà Icardi ma ci serve, perché sorride con la nostra maglia addosso. La partita scivola via serena, Insigne prova a fare il tre a zero ma non ci riesce. Abbiamo vinto, ci siamo presi i primi tre punti in casa e lo abbiamo fatto con il turn-over. Le altre? L’Inter ha addirittura battuto Lecce, Cagliari ed Udinese, è sicuramente la più forte, ma noi ci proviamo lo stesso, no? Di Francesco? Ha detto che “Il Napoli non mi ha impressionato” ma la classifica della Sampdoria avrà fatto impressione ai suo tifosi, tipo effetto Samara-Challenge. Napoli -Sampdoria due a zero, Mertens al centro del progetto.


La Tesi Revisionata e rivista in base alle verità storiche occultate Molti studiosi da un pò di tempo descrivono il Regno delle Due Sicilie come la terza potenza economica europea con Napoli capitale di cultura ed innovazione europea insieme a Parigi e Londra. Il Regno delle Due Sicilie era ricco, non povero! Le Due Sicilie vennero annesse al Regno dei Savoia dopo essere state “immotivatamente” invase. O meglio i motivi per invadere il Sud erano: Savoia in bancarotta, condizioni del Regno d’Italia in condizioni penose! I Savoia, con l’aiuto dei massoni inglesi (peraltro pagati per corrompere i generali borbonici), invadono il Regno delle Due Sicilie che in quel momento (leggete bene) deteneva il 60% di tutta la ricchezza italiana i moneta d’oro e d’argento (non in carta). Quindi i veri motivi per i quali si è deciso di attuare l’unificazione italiana quali sono? Ne abbiamo 2 predominanti: Per gli inglesi la città di Napoli sarebbe divenuta il fulcro del commercio tra l’Europa e le Indie ed altri scopi espansionistici. I Savoia dovevano sopperire alla bancarotta e l’unico modo sicuro per ripagare i debiti con le banche era quello di appropriarsi dell’oro del Regno delle Due Sicilie. Non erano affatto interessati all’Unità d’Italia: nonparlavano nemmeno l’italiano, ma il francese

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